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Pulizia rivi, l’appello di Confagricoltura: “La norma c’è, i Comuni devono agire”.

La legge regionale del 2016 consente ai comuni di "pagare" la pulizia cedendo il materiale rimosso all'azienda. Una possibilità poco utilizzata

Genova. La recente perturbazione ha “risparmiato” la Liguria, permettendo alla nostra regione di superare senza troppi danni l’evento. La fortuna, quindi, ci ha aiutato e l’occasione potrebbe essere utile per passare “dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione”.

A dirlo è Luca De Michelis, presidente ligure di Confagricoltura, che, dopo aver monitorato la condizione non ottimale di manutenzione dei letti dei torrenti e rivi vari, lancia un appello a tutti i comuni liguri: “i comuni, competenti in materia in parte ancora con le ‘ex province’, dovrebbero applicare alla lettera la normativa approvata dalla Regione Liguria nel luglio 2016”.

La normativa regionale, infatti, riduce gli oneri di intervento permettendo a chi prende l’appalto della pulizia di prendere possesso e utilizzare i materiale raccolto durante la pulizia degli alvei.

“Eppure – conclude il presidente ligure di Confagricoltura – i nuovi criteri di rimozione dei sedimenti dagli alvei dei fiumi non vengono spesso adottati, pur consentendo gli stessi una serie di risparmi sensibili da parte dei Comuni, soprattutto in un momento difficile per i bilanci degli Enti come l’attuale”

Confagricoltura ha richiesto ufficialmente all’assessore regionale Giampedrone di attivarsi per “pubblicizzare” la cosa e spronare i comuni all’azione. Prima che sia troppo tardi.