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Ilva di Cornigliano, rinviato al 9 ottobre il tavolo sugli esuberi. La Fiom: “Se Governo non ci convoca su lpu pronti a scendere in piazza”

Genova. Si scalda il clima intorno al futuro dell’Ilva di Cornigliano, visto che il Mise ha improvvisamente rinviato il tavolo nazionale, che avrebbe dovuto tenersi questo venerdì, in cui Am Ivestco doveva illustrare il piano industriale in dettaglio, definendo quindi chiaramente gli esuberi per ogni stabilimento.

Ufficialmente il rinvio è stato chiesto per consentire al governo di fare un passaggio in Parlamento per far approvare la nuova Aia per l’Ilva di Taranto entro il 30 settembre, ma i sindacati sono convinti che sia solo un modo per prendere tempo: “E’ chiaro che questo rinvio è legato agli esuberi – spiega il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – visto che AncelorMittal ha sempre detto che avrebbe assunto 4.200 lavoratori in meno senza spiegare come. La legge sulla cessione di ramo d’azienda infatti prevede l’obbligo di assunzione di tutti i lavoratori a meno che non intervenga un accordo sindacale che stabilisce cose diverse. Visto che AncelorMittal e il governo sanno benissimo che noi non vogliamo accettare che 4.200 lavoratori finiscano in una scatola nera, stanno prendendo tempo per capire come fare”.

Intanto i lavoratori di Cornigliano attendono una convocazione da parte del Governo sul rinnovo dei lavori di pubblica utilità che scadono il 30 settembre: “La settimana scorsa abbiamo inviato una lettera formale – ricorda Manganaro – e oggi non esiste nemmeno più la scusa dell’incontro di venerdì per sollecitare una risposta. E’ evidente che se il Governo non ci convoca al 30 settembre per noi tutti i lavoratori dell’Ilva torneranno in fabbrica. In questi giorni scriveremo a tutte le istituzioni per sollecitare l’incontro, ma se non arriverà una data la prossima settimana siamo pronti a scendere in piazza”.