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Fegino: a fuoco deposito Iplom, ma è una simulazione fotogallery

Genova. La sirena Iplom è risuonata per tutta Fegino e un muro d’acqua si è alzato dal serbatoio a pochi passi dalle case. Ma nessun allarmismo, non c’è stato alcun pericolo per i residenti.

iplom fegino

Non si è trattato infatti di un incidente ma di un’esercitazione legata ai piani di emergenza, che per quattro ore ha tenuto impegnato la Iplom e il quartiere, pur senza la sospensione dell’operatività del deposito di stoccaggio. Una simulazione, momento di apertura al dialogo con il territorio. L’azienda ha invitato ad assistere alle operazioni l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova, Matteo Campora, il presidente di Municipio Federico Romeo e alcuni esponenti municipali.

Le esercitazioni hanno interessato il serbatoio S110 con: attivazione della squadra di emergenza, dispositivi di diffusione sonora, l’evacuazione del personale esterno e nei cantieri, attivazione di alcuni degli impianti di estinzione/raffreddamento, della barriera d’acqua sul perimetro del deposito e la simulazione delle chiamate di soccorso.

Il “muro d’acqua” è infatti una misura precauzionale nel caso si sviluppasse un incendio fuori controllo, in quel caso servirebbe a proteggere le case di fronte e a non avere impatto sull’esterno.

“Abbiamo scelto uno scenario particolarmente significativo – spiega Gianfranco Peiretti, responsabile sicurezza Iplom – l’incendio del tetto del serbatoio più vicino alle case, immediatamente rilevato dai cavi termosensibili che automaticamente hanno innescano gli impianti antincendio”. Una volta scattato l’allarme interno, cosa succede? “Il quadrista controlla l’antincendio e attiva la squadra d’emergenza che va sul posto, contestualmente le ditte provvedano a evacuare, mentre il quadrista procede con le chiamate di soccorso agli enti esterni. Nel nostro caso – conclude Peiretti – l’intervento è andato a buon fine, non ci sono state conseguenze e l’esercitazione si è conclusa”.