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Dentro il campo sinti di Bolzaneto: le verande, il bar, i bambini. “Siamo italiani, vogliamo fogne, spazio e assistenza medica” fotogallery

La cittadella di via Nostra Signora della Guardia ha aperto le sue porte alla commissione parlamentare periferie

Genova. 50 famiglie, secondo l’ultimo censimento comunale, vivono all’interno del campo sinti di Bolzaneto, 180 persone, forse anche di più – “ormai abbiamo perso il conto” dice uno di loro davanti agli amministratori pubblici e ai politici della commissione parlamentare periferie – in via Nostra Signora della Guardia, in quello che ormai potrebbe essere definito uno stabile borgo nomade.

commissione parlamentare al campo sinti bolzaneto

Le roulotte hanno lasciato spazio ai mattoni. I camper ci sono, ma quasi come accessori di costruzioni che, in alcuni casi, assomigliano a piccole villette. Ci sono auto costose, e auto più sgangherate. Come accade in qualsiasi strada di Genova e di ogni città d’Italia.

La Madonna della Guardia compare anche sulla bandiera che la comunità sinti di Bolzaneto ha ideato per distinguersi. “Siamo molto religiosi, ecco il perché della Madonna che regna su di noi – spiega Massimo, il responsabile del campo – l’altro simbolo importante è il carretto, lo vedete, che raffigura la nostra vita sempre in movimento”.

commissione parlamentare al campo sinti bolzaneto

Il tour della commissione parlamentare periferie, quest’oggi, era iniziato dal centro storico, per poi dirigersi a Sampierdarena e a ponente e – dopo la Valpolcevera – terminare in Valbisagno. “E’ nostro dovere capire quali siano le problematiche legate a queste comunità – ha detto il presidente
della commissione, Andrea Causin (Forza Italia) – capire i problemi significa capire come fare a invertire la rotta, vogliamo disegnare un grande piano che migliori le condizioni delle aree più difficili delle città”.

“Chi sono queste persone?”, “Siamo in diretta?”, “Siete della tv?” chiedono intanto frotte di bambini e bambine di ogni età, incuriosite dagli obbiettivi e dai microfoni. Non capita tutti i giorni che le porte del campo si aprano al mondo esterno. I bambini giocano per strada, tra una casupola e l’altra, qualcuno acquista delle patatine fritte nel piccolo bar creato tra le lamiere. Un ghiacciolo? Costa un euro.

“Spazio, e fogne funzionanti”: sono queste le richieste degli abitanti del campo di Nostra Signora della Guardia. “Non ci stiamo più, siamo stretti – spiega Massimo, e lo fa anche con i politici arrivati sul posto – i bambini non sanno dove giocare e dove riunirsi per studiare, le fogne ultimamente ce le siamo riparate da soli perché non portavano via la roba ed era un serio problema sanitario”. “E poi vorremmo di nuovo il medico – continua – una volta c’era un dottore che veniva qui, certo è giusto che andiamo negli studi come tutti i cittadini ma sa com’è…”. Com’è? Che un sinto in uno studio medico, nonostante sia un sinto nato e cresciuto in Italia, che paga le tasse in Italia, che manda i bambini a scuola in Italia, è “visto male”. Specialmente nei quartieri di periferia.

commissione parlamentare al campo sinti bolzaneto

commissione parlamentare al campo sinti bolzaneto

All’inizio di agosto tra Comune, Enel e comunità sinti di Bolzaneto c’è stato qualche screzio. Il gestore dell’elettricità ha staccato alcune utenze colpevoli di morosità. Qualcuno nel campo inizialmente si è lamentato, ma poi tutti hanno deciso di pagare le bollette come il resto della popolazione.

“Per il resto qui non si vive male – spiega ancora Massimo – io non credo che preferirei un appartamento, qui se ho bisogno di un aiuto, in ogni momento, c’è qualcuno della comunità. In una casa “normale” perderemmo questa nostra cultura della condivisione”.