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Cyberbullismo: dopo le palestre di autodifesa, un confronto per contrastarlo

Genova. “Cyberbullismo: approfondire il fenomeno per contrastarlo con efficacia”, è questo il tema dell’incontro che si terrà giovedì 7 settembre, nella Biblioteca De Amicis, organizzato da Arci Genova e Zanshin Tech APS, con il contributo di Compagnia di San Paolo.

L’incontro si terrà al termine del percorso avviato a ottobre 2016 e che ha visto la nascita e il rinforzo di tre palestre di autodifesa dal cyberbullismo: luoghi fisici (nei quartieri di San Fruttuoso e Di Negro) frequentati una volta a settimana da un gruppo di circa 30 ragazzi tra gli 11 e i 16 anni, che hanno acquisito le competenze necessarie a riconoscere e reagire in modo efficace e non violento ad eventuali attacchi digitali.

“L’obiettivo dell’incontro del 7 settembre – spiega Vanessa Niri, coordinatrice del progetto – è quello di avviare un confronto tra i molti progetti nati recentemente a Genova per tentare di contrastare e arginare il fenomeno del cyberbullismo.
Si tratta di un tema molto sentito sia dai genitori che dalla scuola e che per questo ha visto nascere in pochi anni decine di progetti differenti. Abbiamo quindi scelto di confrontare tra loro l’approccio, i risultati e le criticità di alcuni dei progetti attivi sul territorio genovese, nell’ottica di una messa in rete delle competenze e una moltiplicazione delle idee”.

“Per approfondire un fenomeno complesso come quello del cyberbullismo – le fa eco Claudio Canavese dell’Associazione Zanshin Tech APS – non basta costruire un approccio utile e funzionale. Serve anche confrontarsi con esperti ed interlocutori per sviluppare continui aggiornamenti ai metodi. Per questa ragione abbiamo invitato a parlare l’avvocato Alessia Sorgato – Penalista e Segretaria dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime – e abbiamo voluto lasciare uno spazio alla scuola per esprimersi direttamente.

Pensiamo infatti che, al di là dei molti progetti, sia urgente e necessario, da un lato aggiornarsi e, dall’altro, ascoltare direttamente dagli insegnanti di cosa avrebbero bisogno i professori nella loro quotidianità di classe”.