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“Il Pd genovese? Irriformabile”, a quasi un mese dalle elezioni il commento di Francesco Gastaldi

Il docente di Urbanistica, opinionista politico, parla anche della giunta Bucci: "Mi aspettavo qualche cv più solido, ma fare peggio di Doria sarà difficile"

Genova. C’è chi utilizza i social network per condividere esperienze di vita. E poi c’è chi li usa come megafono per commentare quello che accade. Francesco Gastaldi, laureato a Genova e docente di Urbanistica all’Università IUAV di Venezia, è stato – attraverso Facebook, ma anche dalle pagine – virtuali e non – di molti media, una delle voci più critiche (soprattutto nei confronti di una parte) della campagna elettorale che si è conclusa con la vittoria del centrodestra. Con lui abbiamo provato a domandarci: “Cosa succede adesso?”.

Più che una vittoria di Bucci, lei ha sempre evidenziato la sconfitta della precedente classe di potere. Ha influito più il disamoramento dei cittadini nei confronti di Matteo Renzi o la delusione per i 5 anni di governo Doria?
“La sconfitta ha molte componenti, anche di lungo periodo, secondo me ha pesato l’attaccamento al potere (e il clientelismo), il mancato rinnovamento della classe dirigente locale, la scarsa capacità istituzionale della giunta Doria (e gli scarsi risultati conseguiti) e anche il quadro nazionale di incertezza del Pd”.

Gianni Crivello era il candidato giusto?

“Non credo, ci voleva un candidato più giovane, più caratterizzato con esperienze internazionali o professionali e più discontinuo rispetto alla Giunta Doria. Non lo dico adesso, l’ho sempre detto, beccandomi fior di insulti, in poche parole ci voleva un candidato più “fresco” e anche più spendibile a livello comunicativo e mediatico”.

Che tipo di opposizione si aspetta dai gruppi di minoranza?
“Spero non succeda come in Regione dove vedo una opposizione ideologica e poco efficace (almeno da patte dell’area di centro-sinistra) o talvolta disordinata (come nel caso di alcuni esponenti grillini). Il centrosinistra genovese dovrà imparare a fare opposizione dopo 27 anni di governo comunale e gestione del potere”.

Come vede il futuro del Pd nel prossimo anno?

“Non so se il PD genovese/ligure (che ha perso negli ultimi due anni tutto quello che poteva perdere) sia riformabile, ci vorranno molti anni”.

Come valuta la nuova giunta Bucci?
“Sarà difficile andare in peggio rispetto alla giunta Doria (fatti salvi alcuni assessori). La giunta Bucci avrà sfide non facili, non può pensare di risolvere problematiche complesse e molto sedimentate nel tempo in un periodo breve. Non credo a inversioni di tendenza repentine, forse mi aspettavo qualche nome con un curriculum vitae più solido in più”.

Quale sarà la sfida più difficile per l’attuale amministrazione?
“Riuscire a generare fiducia dell’istituzione-Comune da parte di cittadini e imprenditori. Mi sembra che ci sia un’occasione per liberare energie positive, idee imprenditoriali, capacità e abilità che forse nel corso del tempo erano rimaste un po’ dietro le quinte. Si può forse aprire una nuova stagione di protagonismo attivo anche per molte persone tradizionalmente lontane dalla politica”.

Bucci saprà essere autonomo o c’è il rischio che su di lui influisca l’entourage del governatore della Regione Toti oppure i vertici della Lega, vista la presenza costante di Matteo Salvini a Genova durante la campagna elettorale?

“Non mi sembra un tipo che si farà sottomettere, certo anche nella giunta mi pare si senta il chiaro influsso dell’asse Toti-Rixi-Biasotti”.