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Ilva di Cornigliano, sabato l’evento conclusivo del ‘Progetto acciaio’, ma Calenda non ci sarà

Resta alta la tensione in vista dell’incontro del 20 luglio tra sindacati e AncelorMittal

Genova. Contrariamente a quanto confermato dall’azienda una settimana fa il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda sabato non sarà a Genova per l’evento conclusivo del progetto acciaio. Evidentemente le tensioni di ieri tra il ministro e in particolare la Fiom che ripetutamente e senza esito ha chiesto se il governo oltre a confermare l’esistenza dell’accordo di programma fosse anche disposto a difenderlo davanti all’acquirente.

Sabato a Genova è prevista una visita allo stabilimento e alle 11.30 la tavola rotonda “La siderurgia, gli aspetti tecnici, l’eccellenza italiana e il suo potere economico” a cui parteciperanno Edoardo Rixi, assessore regionale allo Sviluppo economico, Enrico Laghi, commissario straordinario Ilva, Giuseppe Zampini, presidente di Confindustria Liguria, Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, oltre al sindaco di Genova Marco Bucci, al cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova eail presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini.

Domani mattina intanto i sindacati hanno convocato un’assemblea retribiutia per tutti i dipendenti Ilva suddivisi sui tre turni. I sindacati faranno il resoconto di quanto accaduto ieri al Mise ma sembrano escluse mobilitazioni fino all’appuntamento del 20 luglio quando a partire dalle 10 del mattino (sempre nella sede del Mise) i sindacati nazionali e i delegati degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi ligure incontreranno i manager di AncelorMittal. In quella sede per la prima volta gli acquirenti dell’Ilva dovrebbero dettagliare gli esuberi e spiegare come verranno gestiti attraverso gli ammortizzatori sociali. “Noi ovviamente andremo lì portandoci dietro il nostro accordo per farlo avere immediatamente a Mittal” chiarisce il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro, anche se è evidente che l’incontro del 20 avrà al centro soprattutto la situazione tarantina dove in ogni caso si concentreranno la gran parte degli oltre 4 mila esuberi annunciati.

Per questo la Fiom avverte: “Se ci saranno esuberi a Genova e quindi non verrà rispettato l’accordo di programma non solo scenderemo in piazza ma ricorreremo in tribunale mettendo in discussione le concessioni e le aree”. E probabilmente le vie legali questa volta potrebbero preoccupare i nuovi padroni dell’Ilva più degli scioperi.