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Ilva di Cornigliano, governo “ambiguo” e sindacati alla finestra. La Fiom: “In caso di esuberi battaglia in piazza e in tribunale”

La Fim Cisl: "Incontro interlocutorio". Il 20 luglio AncelorMittal ha convocato i sindacati di tutti gli stabilimenti per illustrare il piano industriale e gli esuberi. Giovedì l'assemblea a Cornigliano

Genova. “L’accordo di programma esiste” ha detto il governo ma da qui a difenderlo con le unghie e con i denti di fronte al nuovo acquirente dell’Ilva ne passa. E’ questo in massima sintesi l’esito del vertice romano al Mise che ha riunito Comune di Genova, Regione Liguria, sindacati, governo (erano presenti il ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda e il viceministro Teresa Bellanova) e commissari dell’Ilva per definire la validità o meno dell’accordo di programma relativo allo stabilimento di Cornigliano.

“Un incontro interlocutorio, in attesa di capire cosa succederà il 20 luglio rispetto a investimenti e ripercussioni su Cornigliano ” commenta Alessandro Vella della Fim Cisl, ma la Fiom Cgil va oltre e dice apertamente: “Il governo ha avuto un atteggiamento ambiguo e sinceramente ci aspettavamo di più – commenta il segretario della Fiom Cgil Bruno Manganaro – visto che di quell’accordo è firmatario. Pensavamo che il 20 luglio quando AncelorMittal ha convocato la riunione con i sindacati a livello nazionale il Governo venisse a difendere quell’accordo con noi. Invece ci è stato solo detto che se Mittal non terrà conto dell’accordo di programma dovremo riaprire il tavolo su Genova”.

I sindacati genovesi stanno per ora alla finestra: “Per giovedì – spiega Manganaro – abbiamo convocato l’assemblea ma staremo a vedere cosa succede il 20. E’ evidente che per noi non esiste nessun esubero – ribadisce – e difenderemo quell’accordo non solo in piazza ma anche in tribunale visto che l’accordo parla anche di concessioni e di aree”.

Il timore dei sindacati e in primis della Fiom è che il Governo che ha scelto di non mettere l’accordo di programma su Cornigliano direttamente nel bando di gara ora si trovi in difficoltà a imporlo di fatto all’acquirente, ma “noi quell’accordo abbiamo tutta l’intenzione di difenderlo fino in fondo”. Posizione largamente condivisa sia dalla Regione Liguria rappresentata direttamente dal presidente Giovanni Toti e dall’assessore Edoardo Rixi sia dal sindaco di Genova Marco Bucci.

”Riteniamo– hanno sottolineato Toti, Rixi e Berrino – che lo stabilimento di Genova sia tecnologicamente e industrialmente avanzato con una sua forza lavoro qualificata che va assolutamente salvaguardata. In tal senso ci impegneremo, come abbiamo fatto fino a oggi, affinché gli accordi contenuti nei patti sottoscritti nel 2005 vedano la loro definitiva e compiuta realizzazione con la nuova proprietà e restiamo a disposizione in ogni momento per una nuova convocazione al tavolo del Ministero Calenda”.