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Ilva di Cornigliano, lunedì assemblea e corteo: “Subito un tavolo urgente sull’accordo di programma”

Alla manifestazione parteciperanno anche i lavoratori di Novi Ligure. Seconda fumata nera al Mise

Genova. “Senza accordo di programma a Genova si alza la tensione quindi chiediamo ufficialmente al Governo, a cui fa capo l’accordo di programma del 2005, di convocare un incontro urgente con tutti i firmatari dell’accordo”. Lo ha detto il segretario della Fiom Cgil Bruno Manganaro al secondo tavolo romano con il governo sulla vertenza Ilva.

Un incontro giudicato nuovamente deludente da tutte le segreterie sindacali che hanno ribadito la loro contrarietà ad una operazione che nasce con 6 mila esuberi già dichiarati. Queste premesse non fanno che alimentare la preoccupazione che si vive negli stabilimenti.

Lunedì quindi assemblea unitaria di Fiom, Fim e Uilm a partire dalle 7 in fabbrica e a seguire corteo. Anche lo stabilimento di Novi ligure ha dichiarato 8 ore di sciopero e il lavoratori lunedì mattina arriveranno a Genova per partecipare al corteo genovese.

“Lunedì torneremo in piazza – conferma Manganaro – ma insieme chiediamo formalmente alle istituzioni tutte, dal sindaco al governatore Toti, dal prefetto all’autorità portuale – di preparare una lettera per la presidenza del consiglio dei ministri affinché convochi un tavolo urgente sull’accordo di programma”.

“Nei piani presentati ci sono ancora troppe lacune su dettagli importanti che non ci sono state chiarite dal governo per via dei vincoli del bando, pena decadimento del bando stesso – spiega Alessandro Vella, Fim Cisl – su tutti questi aspetti presenteremo un documento unitario. Dopo l’assegnazione apriremo un negoziato serrato con l’aggiudicante. I piani così come ce li hanno presentati non sono accettabili”.

“In ogni caso, una cosa è certa: l’accordo di programma relativo allo stabilimento di Genova Cornigliano dovrà essere rispettato e chiediamo, pertanto, alle istituzioni di agire di concerto affinché ciò avvenga – – dichiara Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria – La salvaguardia occupazionale del sito produttivo genovese deve essere la Bibbia sulla quale ogni candidato sindaco e le istituzioni, ad ogni livello, devono giurare fedeltà, l’accordo di programma dovrà essere il faro da non perdere di vista per garantire lavoro e strategicità all’ILVA di Genova”.

Dopo la fumata nera di oggi lunedì o al massimo martedì il governo emanerà il decreto sulla cessione. Oggi al tavolo secondo quanto appreso da fonti sindacali al ministero non è mancato un po’ di nervosismo: “Non dobbiamo procedere con il decreto – ha detto Calenda ai sindacati – dal giorno dopo potrete attivare la trattativa sindacale con Mittal, ma se credevate che il compratore si prendesse in carico tutti i dipendenti di Ilva vi siete illusi”.

Mittal comunque non diventerà proprietaria di tutti gli stabilimenti già la prossima settimana: prima che l’operazione diventi definitiva occorre attendere il parere dell’Antitrust, la nuova Aia su Taranto in base al piano industriale presentato e l’accordo sindacale appunto che se formalmente è vincolante, di fatto non consente di porre un veto sull’operazione: “Oggi abbiamo capito – spiega Manganaro – che è solo Mittal ad avere potere di veto”.