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Airbnb, la carica dei 63.000: a Genova è boom di presenze e sempre meno sono “fantasmi”

Tanti i soggiorni registrati dal portale americano negli ultimi 12 mesi. A palazzo Ducale l'incontro con gli "host" per fare chiarezza sulle regole da seguire e parlare degli accordi siglati con Comune e Regione

Genova. Una buona fetta dell’orda di turisti che tra il ponte del 25 Aprile e quello del 1 maggio ha visitato Genova ha soggiornato in una abitazione messa in rete sul portale Airbnb. 2600 persone in tutto, su 18.000 registrate in tutta la Liguria. 2000 gli utenti di Airbnb nelle ferie pasquali.

I dati sono stati presentati questa sera nel corso del seminario “Promuovere le regole per promuovere il territorio”, organizzato dal portale statunitense in collaborazione con Confedilizia e con la partecipazione degli enti locali. “L’evento fa seguito al Protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre con la Regione Liguria – spiega Alessandro Tommasi, giovane responsabile della Public Policy di Airbnb Italia – quello che vogliamo adesso è condividere informazioni sui flussi turistici e sensibilizzare i proprietari alle regole da seguire per affittare sul territorio”.

All’evento tenutosi alle Cisterne del Ducale – e i cui posti sono andati abbondantemente esauriti – oltre un centinaio di partecipanti, host della prima ora o appena sbarcati in rete – che hanno potuto chiarire o scoprire quali sono le regole cui bisogna sottostare per mettere a disposizione una o o più stanze, una o più case.

airbnb genova

“In Liguria esistono 6300 host registrati – continua Tommasi – di cui il 77% è titolare di un solo annuncio, questo significa che si tratta di attività occasionali, non professionistiche, e proprio per questo c’è bisogno di una comunicazione più chiara possibile dei parametri da rispettare”. Sono presenti anche un piccolo gruppo di operatori con oltre 4 annunci (4,6%).

Il primo ‘listing’ risale al giugno 2010 e fu proposto da un proprietario residente a Genova. Da allora i flussi sono cresciuti in maniera costante, con un 10% circa di viaggiatori che grazie alla prima esperienza positiva ha scelto di tornare nuovamente in Liguria con Airbnb. La sola Genova ha fatto registrare negli ultimi 12 mesi 63.000 arrivi, con una crescita del 60% sul periodo precedente. La durata media del soggiorno è stata di 2,8 notti, mentre il numero medio di ospiti per arrivo è stato di 2,4.

La Liguria è stata la prima Regione italiana a siglare un Protocollo di intesa con Airbnb. Presentato lo scorso dicembre al Palazzo della Borsa: Airbnb si impegna a mettere a disposizione degli enti locali i dati aggregati sulla presenza di turisti.

A breve dovrebbe essere siglata anche una convenzione con il Comune di Genova. “Faremo in modo che anche chi ospita con Airbnb possa far versare la tassa di soggiorno – spiega l’assessore al Turismo Carla Sibilla – un euro a persona a notte per un massimo di 8 notti, che il portale girerà alle casse di Tursi per attività di promozione turistica”.

Tra gli interrogativi più frequenti degli host: come dichiarare al fisco gli introiti? I costi di pulizia vanno possono essere inseriti nella tariffa totale? Se si serve la colazione è necessario rivolgersi prima a ispettori Asl? Come comunicare le presenze alla Questura? Tutte risposte che da oggi saranno più semplici da trovare sia sui portali di Comune e Regione sia su quello di Airbnb.it