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Lettere al direttore

Sanità, Pisani (M5S): “Nuovo contratto convenzioni: Alisa spolpa le strutture socio-sanitarie”

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Liguria. In questi giorni si rinnovano i contratti di convenzione per le strutture sanitarie e socio-sanitarie liguri. Il direttore di Alisa Walter Locatelli ha copiato e incollato dalla Lombardia un contratto basato sulla regressione tariffaria che obbligherà le strutture sanitarie a fare quantitativamente di più venendo pagati meno.

Si tratta dell’ennesima manovra calata dall’alto, senza il minimo confronto con le Asl e col territorio, e, di fatto, inapplicabile alla Liguria, dove vige un sistema del tutto diverso rispetto alla Regione Lombardia.

Gli uffici delle nostre Asl sono pieni di dipendenti professionali che avrebbero potuto ben gestire a livello territoriale il passaggio ad una nuova contrattualistica, se questa era l’esigenza. Oggi, invece, ci ritroviamo imposto un tipo di contratto che è destinato a provocare potenziali contenziosi tanto nella gestione delle novità introdotte quanto nella remunerazione, oltre a un calo della qualità dei servizi.

Ma come funziona questo sistema? In pratica, a fronte di un pagamento di 100, la struttura deve produrre 106, pagata interamente fino al raggiungimento del 90% del lavoro; dopodiché scatta la cosiddetta regressione tariffaria, pari al 50% del servizio. Una misura non solo scellerata e iniqua ma imposta direttamente dal vertice senza la minima partecipazione. Anzi, alcune strutture sembrano essere state persino costrette a firmare dalla mattina alla sera, pena la perdita dei posti convenzionati con l’impossibilità di nuovi inserimenti.

Metodi come questo confermano una volta di più l’allarme che il MoVimento 5 Stelle aveva lanciato mesi fa di fronte alla nascita di Alisa, una super-Asl con pieni poteri che procede di imperio e toglie ogni tipo di autonomia alle Asl e ai distretti socio-sanitari, puntualmente bypassati da Locatelli. Una cosa è uniformare e ottimizzare il servizio, un’altra distruggere un tessuto di servizi esistente e un presidio sul territorio.

Non solo: in questo modo Alisa chiede di più alle strutture pagandole meno (con inevitabile allineamento verso gli standard minimi del servizio), trattando ogni attività socio-sanitaria allo stesso modo e senza tener conto delle peculiarità di ognuna. Non basta neanche il falso mito della mobilità propagandato da Toti per la sanità ligure: nessuno deve essere costretto a fare 200-300 chilometri per poter accedere alle cure per i propri anziani!

Da Toti e dall’assessore Viale pretendiamo garanzie per la salvaguardia delle strutture sanitarie locali, che non devono essere trattate come elementi di profitto ma come presidi indispensabili sul territorio per la salute dei liguri.

Gabriele Pisani, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

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