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M5S, a Genova è stallo, i probiviri non ratificano la sospensione di Cassimatis

La candidata tira dritto, Pirondini da giorni nell'ombra. E sulla rete aumentano le voci di scontento: il caso della lettera di un attivista

Genova. Luca Pirondini, candidato sindaco a Genova del Movimento 5 Stelle, pubblica sulla sua pagina di Facebook foto di gite in montagna. Prima del weekend pasquale aveva dribblato all’ultimo minuto un faccia a faccia televisivo.

Marika Cassimatis, pure lei candidata sindaco a Genova del Movimento 5 Stelle, sempre su Facebook, si lancia in affatto velate similitudini tra il concetto di democrazia del leader dei M5S, Beppe Grillo, e quello del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definito “sultano” dopo la riforma costituzionale che gli permetterà, in teoria, di governare fino al 2029.

Tutto questo mentre i cittadini genovesi ancora non sanno chi fra i due – Cassimatis e Pirondini – correrà effettivamente con il simbolo pentastellato per la poltrona più importante di palazzo Tursi.

Luca Pirondini e Marika Cassimatis

Una decina di giorni fa il Tribunale Civile di Genova aveva accolto il ricorso dell’insegnante di geografia contro la decisione di Beppe Grillo di annullare i risultati delle Comunarie e di indire una nuova consultazione con l’opzione zero (nessuno candidato) e l’opzione uno (candidare Pirondini). Grillo, in tutta risposta, aveva pubblicato un nuovo post sul suo blog.

Il succo era: il giudice può annullare quella seconda votazione, ma le Comunarie non si possono ripetere perché “il candidato sindaco Marika Cassimatis e due persone facenti parte della sua lista sono state sospese in via cautelare dal MoVimento 5 Stelle dal collegio dei probiviri e non sono pertanto in possesso dei requisiti di candidabilità in liste del MoVimento 5 Stelle”.

Marika Cassimatis si è da subito opposta a questa determinazione. “Non siamo mai state sospese – spiega – siamo tuttora abilitate all’utilizzo del blog e di quello del sistema Rousseau, per ora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito, né da Grillo né dallo Staff”.

Il periodo di sospensione cautelare da parte del collegio dei probiviri scadeva nella giornata di ieri, dieci giorni dopo la deposizione di alcune memorie da parte di Cassimatis e delle altre due attiviste sospese, Loredana Massone e Cristina Camissasso. La motivazione della sospensione ed eventuale espulsione? Alcuni “mi piace” su articoli condivisi dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti quando era ancora M5S e un altro “mi piace” a un’intervista di Paolo Putti che criticava la portavoce in Regione Alice Salvatore dopo la bagarre scoppiata in via Fieschi sul tema delle riparazioni navali.

Quindi, il limbo prosegue. Ed è difficile ipotizzare se, alla fine, il M5S proseguirà con la candidatura di Pirondini oppure no – il dubbio che il MoVimento non voglia bruciarsi su Genova a questo giro è venuto a molti – e se potrà evitare che Cassimatis si candidi comunque.

Le polemiche non si spengono. Lo spazio di azione, come sempre, sono i social. In queste ore, tra gli attivisti delusi e tra quelli ancora entusiasti, circola il post personale, critico e auto-critico, di un iscritto di vecchia data.

L’attivista genovese elenca nomi e cognomi di chi, a suo dire, hanno contribuito a portare il M5S nel caos pre-elettorale in cui si sta trovando. Raccogliendo consensi ma anche accese critiche da parte degli ex compagni di avventura a cinquestelle.