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Bilancio comunale, al voto il 2 maggio, incognita sulla delibera Amiu-Iren

Lo spauracchio di un commissariamento prefettizio ha costretto i capigruppo a calendarizzare in fretta i lavori, ma non tutti i nodi sono sciolti

Genova. Sarà portato in aula il 2, forse il 3, maggio il bilancio previsionale 2017 del Comune di Genova. Lo hanno deciso i capigruppo in una riunione convocata nel pomeriggio dopo lo svolgimento del consiglio comunale.

La necessità di stabilire una data è scattata dopo la comunicazione arrivata alla segreteria generale di palazzo Tursi e che ha di fatto obbligato l’assemblea a votare il bilancio previsionale 2017 entro il 9 maggio.

Altrimenti, spiegava la missiva della Prefettura, sarebbe necessario sciogliere il consiglio stesso e nominare un commissario ad acta che si occuperà specificatamente di votare il bilancio.

Ancora non è chiaro se il 3 maggio, l’aula, voterà anche la discussa delibera legata all’aggregazione fra Amiu e Iren. Quali sono al momento le ipotesi? Senza la votazione di quel documento non è possibile neppure quello legato al bilancio. E al momento la Giunta non ha ancora i voti necessari. La prima commissione utile per discutere la delibera prima di riportarla in sala rossa è domani, ma del tema aggregazione non vi è traccia all’ordine del giorno.

Anche una settimana fa il testo della delibera non era stato portato in commissione proprio per l’assenza di una maggioranza. I “sì” sono al massimo 18, sindaco compreso (8 consiglieri del Pd, 5 su 6 della lista Doria, il consigliere di Sel Chessa, il consigliere della lista musso Pietro Salemi, passato con Crivello, Salvatore Caratozzolo di Percorso Comune e Giampaolo Malatesta di Possibile), mentre l’opposizione dovrebbe contare su 20 voti: Clizia Nicolella (passata con Putti), Andrea Boccaccio (M5S), Effetto Genova (4 voti), Pdl (sei voti, cinque se ci fosse l’astensione di Guido Grillo), Piana della Lega nord, tre voti della lista Musso, i due consiglieri dell’Udc ora passati al centro destra (Gioia e Repetto), i due di Fds. Verso l’astensione, ma non si escludono almeno parziali colpi di scena, i consiglieri Paolo Gozzi e Gianni Vassallo.

Se la delibera non andrà in aula, e quindi il bilancio non dovesse essere votato, sarà il commissario prefettizio a occuparsi di far tornare i conti. Agendo, non sul piano di aggregazioni aziendali naturalmente (in quanto non sarebbe nei suoi poteri), ma su quello delle tariffe sì. Si prospetterebbe quindi un aumento della Tari.

Quanto? Poche settimane fa, presentando la delibera bis Amiu – Iren, era stato lo stesso sindaco Marco Doria a dare i numeri parlando di un “rischio di aumenti della Tari 2017 a partire del +18%”. Con la delibera, invece, si era parlato di aumento della Tari 2017 a Genova del 6,89%, dell’8% nel 2018, del 2% nel 2019, per poi calare gradualmente dal 2020 al 2028.