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Il sogno del “Gecoh”: un condominio solidale nel cinema abbandonato

L'ex cinema di Oregina potrebbe diventare il primo "condominio sociale" di Genova

Genova. C’era una volta un cinema, di quelli di quartiere dove si vedevano, tra amici, i film “cavalli e polvere”, ma si poteva assistere anche a “lascia o raddoppia” quando la televisione non esisteva ancora. Un cinema che, con l’arrivo della televisione in tutte le case era stato trasformato in fabbrica e, alla fine, abbandonato definitivamente. La struttura di via Paolo della Cella, nel quartiere di Oregina, a Genova, potrebbe però trovare a breve nuovi stimoli ritornando anche a svolgere un ruolo sociale importante.

corsia pronto soccorso

L’edificio costruito negli anni ’40 potrebbe, infatti, diventare il primo esperimento di “condominio sociale” genovese grazie all’interesse di “Ge-coh”, Genova-Cohousing associazione che, ispirandosi ad esperienze internazionali intende promuovere un nuovo modo di abitare per rispondere alle esigenze e ai desideri di chi voglia vivere secondo uno stile di vita meno individualistico e più solidale, meno costoso e più sereno, facilitando l’accesso alla casa.

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L’associazione ha quindi individuato questa palazzina che, per alcune caratteristiche strutturali potrebbe essere la scelta ideale. L’uso come capannone industriale, infatti, permette di non avere infrastrutture da demolire e, di conseguenza, di poter realizzare più semplicemente le unità abitative previste. Una volta trovata la struttura quindi, l’associazione ha avviato una serie di incontri sul territorio per trovare i potenziali inquilini e dare il via al progetto. Il primo incontro, domani, alle 17.39 nella “casa di quartiere” di Oregina.

“Noi siamo un gruppo di circa sette nuclei famigliari – spiega Rita Bonica, dell’associazione Ge-coh – e dovremmo, indicativamente, arrivare a 15 per poter realizzare in questa struttura un condominio solidale. Abbiamo scelto questo immobile per diversi motivi. E’ un edificio situato nella zona semicentrale di Genova, molto ben servita da mezzi negozi in un quartiere che ha un tessuto associativo molto vivace, oltre a essere in una zona molto bella e panoramica della città”.

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Il sogno dell’associazione, infatti, è anche quello di far vivere il condominio in sinergia con il quartiere mettendo a disposizione alcuni degli spazi comuni. “Tra questi pensiamo a una grande taverna, con una cucina grande, in comune – spiega Bonica – che può avere un uso collettivo, per fare feste, mangiare insieme e, perché no, aprire la nostra casa anche ai cittadini che non vivono nel palazzo”.

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Gli spazi comuni, quindi, sono stati stimati in un 30% dell’intera struttura, forseAh è qualcosa in più, e prevedono aree tradizionali, come la lavanderia, ma anche una sala tv, uno spazio bimbi, una biblioteca, una zona hobby e una foresteria. “Locale che servirà sia per gli ospiti dei singoli nuclei abitativi che, visti gli spazi, non hanno la stanza degli ospiti, che per usi comuni, come il badante di condominio oppure la persona che aiuta per le pulizie”.

Un condominio democratico anche nelle scelte, con un superamento delle tradizionali assemblee. “Vorremmo senz’altro avere un modo diverso di prendere le decisioni – sottolinea Bonica – che non sia come avviene solitamente a maggioranza e con grandi litigi. Cerchiamo una strada che tenga conto del consenso e della gestione della conflittualità, che permette di vivere la vita del condominio più sereni”.

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“Cerchiamo ancora dei compagni di avventura per andare avanti – conclude Alessandro Cavallj dell’associazione Ge-coh – È poi ci saranno le tante tappe concrete, dai finanziamenti, i progetti alle autorizzazioni. INPS tempi non sono brevissimi, bisogna essere realisti am, comunque bisogna imbarcarsi in un’impresa altrimenti se non si incomincia e non si finisce”.