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Lettere al direttore

Francesco Battistini: “Alice Salvatore tradita anche dal suo Metodo Genova. È la fine della politica dei selfie?”

Ieri si è chiusa, nel peggiore dei modi, la parabola politica di Alice Salvatore. Nonostante un Metodo Genova studiato e preparato da lei fin nei minimi dettagli per poter occupare, con il candidato Sindaco Luca Pirondini e una lista blindata di suoi fedelissimi, tutti i ruoli istituzionali nella città di Genova, la base del MoVimento, quella calpestata e disconosciuta, l’ha bocciata sonoramente con un messaggio chiaro e inequivocabile.

Persino gli ultimi disperati tentativi di manipolare la votazione finale sono naufragati miseramente. Non sono bastati: la votazione avviata improvvisamente e in modo del tutto inaspettato, la drastica compressione dei tempi delle consultazioni, la scelta di un giorno feriale e di un orario lavorativo; la mancata informazione agli aventi diritto al voto, con una mail di avviso inviata solo ad una parte degli attivisti e comunque in tempi dilatati e diversi; la limitazione del diritto al voto ai soli attivisti residenti nel Comune capoluogo, ritenuto evidentemente proprio feudo incontrastato, sconfessando le consuete modalità di voto previste nei comuni capoluogo. A completamento di questa brutta pagina, l’intervento inopportuno, pubblicato sul web da uno dei fedelissimi di Alice Salvatore, nonché personaggio notoriamente molto introdotto nel sistema M5S, e che, alla luce del risultato finale, sembrerebbe stato ispirato da una conoscenza diretta sia dell’andamento del voto sia dei nominativi dei candidati consiglieri, entrambi segreti.

La responsabilità di questa sconfitta, e delle sue inevitabili conseguenze politiche, però, deve essere attribuita anche a quei vertici, sia occulti che palesi, come nel caso di Luigi Di Maio, che hanno fortemente voluto, appoggiato e sostenuto, anche pubblicamente, questa operazione che ha, di fatto, lacerato il MoVimento a Genova.

Questo è solo l’ultimo passaggio di un sistematico tentativo di occupazione del potere messo in atto da Alice Salvatore. Un filo conduttore, questo, che dalla campagna elettorale per le Regionali arriva fino ad oggi e che supera i confini di Genova. Ad Imperia, con l’allontanamento del Consigliere Antonio Russo, la Salvatore ha voluto favorire l’amica Cara Glorio, oggi sparita dalla scena politica e da quel Consiglio Comunale in cui avrebbe dovuto tutelare gli interessi dei cittadini.

A Savona, dove il MoVimento 5 Stelle è stato escluso, partendo avvantaggiato e contro avversari di modesta consistenza politica, persino dal turno di ballottaggio. A La Spezia, dove con l’esclusione plateale di un candidato capace, scelto con una partecipazione consistente di tutti gli attivisti della circoscrizione spezzina, e con un voto plebiscitario, si è arrivati a nominare, questa volta con una votazione numericamente irrilevante, una candidata sicuramente fedele alla linea dettata dalla Salvatore ma palesemente inadeguata al compito. Da sottolineare che oggi, ad oltre un mese dall’investitura della candidata Sindaco, la lista di candidati consiglieri risulta ancora ignota.

Spiace fare ipotesi sui reali obiettivi di questa deriva ma i risultati portano a pensare che qualora non si tratti di semplice, per quanto grave, incapacità, possa invece trattarsi di una precisa volontà di distruggere quello che in molti, me compreso, avevano ritenuto essere l’ultimo vero baluardo di democrazia e cambiamento in antitesi al vecchio sistema partitocratico: il MoVimento e i suoi principi palesemente calpestati e traditi da Alice Salvatore e da chi, ai vertici, ne è complice.

Gruppo Consiliare Libera-Mente Liguria

Il Consigliere Regionale Francesco Battistini