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Tombini scoperchiati e self service distrutti, la “notte brava” dei vandali in vico Erbe fotogallery

Genova. Questa volta qualcuno poteva farsi veramente male, visto che nella notte alcuni vandali, dopo aver devastato un self service di bevande in Vico delle Erbe, hanno scoperchiato un tombino che, nella penombra della notte dei “carruggi” genovesi, poteva diventare una “trappola” per i passanti. Per fortuna non è successo nulla di particolarmente grave, a parte di danni alle “macchinette” che erogano bibite e caffè, che sono state letteralmente demolite.

Si tratta dell’ennesimo episodio preoccupante per una zona che, fino a qualche anno fa, era considerata il centro della “movida” genovese, con locali aperti e giovani che, anche se abbastanza rumorosamente, presidiavamo il territorio. Una situazione che, dopo l’ordinanza del Comune di Genova che prevede tutta una serie di regole ben precise per i locali, ha portato a una “desertificazione” del territorio.

“Ancora una volta dobbiamo fare i conti con gli atti vandalici – spiega la presidente del Civ, Marina Porotto – e siamo abbastanza stufi di dover denunciare sempre gli stessi fatti e le stesse situazioni. Purtroppo noi, come associazione di categoria dei pubblici esercizi, non veniamo ascoltati ma neanche gli abitanti riescono ad avere voce, viso che le lamentele a questo punto sono le stesse”. Il problema, infatti, non è più solo quello legato al rumore che poteva arrivare dai locali, ma a quelli che sono sempre più spesso atti di vandalismo allo stato puro.

“Io continuo a ribadire quella che è una mia opinione come Presidente del Civ – prosegue Porotto- ovvero che queste cose succedono nel momento in cui non ci sono attivita’ aperte che possano garantire un controllo anche nelle ore serali. Attività che sono legali e che non ne e sfruttano in modo indiscriminato il territorio ma che cercano di tutelarlo”.

Sotto accusa, ancora una volta, l’ordinanza voluta dal Comune che, secondo gli esercenti dei locali, ha fatto diventare “off limite” tutta la zona. “Noi saremmo stati i primi a volere fortemente l’ordinanza se avesse portato effettivi risultato positivi ma questo non è successo. Ormai leggiamo ogni giorno, anche sui social, come gli stessi abitanti si lamentino ogni sera del casino, dei vandali, degli spacciatori e di qualsiasi cosa che succede nelle ore notturne. Ma loro stessi – conclude Porotto – Sono costretti ad ammettere che i locali non c’entrano, visto che sono chiusi”.