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Siamo stati alla convention segreta dell’associazione che regala soldi, ecco cosa abbiamo capito fotogallery

Oltre 1000 persone alla Sala Chiamata del Porto per l'incontro con Maurizio Sarlo, fondatore di Coemm. Che per la prima volta parla di un ingresso in politica

Genova. “Alla grandissima”. C’è scritto ovunque. Cartelli disegnati a mano. Striscioni lunghi dieci metri, come allo stadio o a un concerto di Vasco. “Alla grandissima”. Sembra essere questo il motto, o forse uno dei tanti, delle oltre 1000 persone che ieri sera hanno riempito la Sala Chiamata del Porto per il convegno di Coemm, Comitato etico mondo migliore.

serata coemm clemm

Un nome impegnativo per una missione ancora più impegnativa: sconfiggere la povertà nel mondo. “Quando avevo 30 anni, ora ne ho 61, ho capito che dovevo iniziare il mio percorso per sconfiggere la povertà nel mondo” dice Maurizio Sarlo, l’imprenditore veneto fondatore di questa associazione, almeno sulla carta, no profit.

E’ elegantissimo, in perfetta forma, juventino (lo sottolinea più volte), cita Mandela, Ghandi e Aldo Moro, parla con le frasi di un guru e la cadenza di un prete, non certo come un venditore di macchine usate o il proprietario di tre televisioni. “La sentite questa frequenza? Si chiama amore! Ed è questo che ci farà vincere”.

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La Coemm, con i suoi comitati locali – i Clemm – è una realtà molto discussa e finita al centro di alcune inchieste giornalistiche ma nonostante conti circa 100 mila soci in tutta Italia sembra vivere in un universo parallelo. Coemm propone a chi voglia diventare socio la possibilità di ottenere circa 1500 euro in cambio di un versamento di un euro a testa al mese. Il versamento va effettuato nell’ambito di un circolo di 10 persone chiamato “salotto”. Ogni salotto è guidato da un “capitano”.

I 1500 euro sono chiamati “quid”, una somma necessaria per la dignità umana. I primi “quid” avrebbero dovuto essere versate a maggio 2016 ma così non è stato. Questo tipo di meccanismo di marketing piramidale si chiama Schema di Ponzi. Ne esistono di varie forme. E, di solito, non funzionano. I seguaci che ieri sera si sono presentati alla Sala Chiamata del Porto forse si aspettavano notizie in merito ai soldi attesi, ma non sono arrivate. Maurizio Sarlo ha invece annunciato che a marzo sarà attivata una piattaforma internet dove i soci dei “salotti” potranno registrarsi per poi (“poi?”) ricevere il denaro.

Nel frattempo, questo denaro, dove va a finire? Gli euro donati e quelli spesi per i biglietti delle convention (10 euro, l’ingresso), sono registrati come donazioni, e quindi esentasse. Il fondatore dice che recentemente un’importante banca – ma non ci concede l’onore di conoscerne il nome – ha deciso di investire sul progetto e quindi i soldi inizieranno ad arrivare. Poi. “E allora i vostri vicini di casa che oggi vi prendono in giro vi chiederanno di entrare nell’associazione! E cosa gli risponderete?” chiede Sarlo al pubblico. “Sìììì!” risponde la platea.

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Ma la risposta è sbagliata. “No!, gli direte no! E non perché siamo cattivi, ma perché vogliamo fare anche il loro bene. Questo è il momento di ricostruire l’equilibrio della natura”.

La serata è stata interminabile ma i partecipanti, che hanno atteso a lungo, in fila, per registrarsi ed entrare, si sono dimostrati attenti durante tutti gli interventi. Nel parterre degli oratori Guido Porcellini, presentato come “medico specializzato in alte prestazioni sportive” il quale, con un linguaggio quantomeno colorito ha spiegato come il Sistema sanitario nazionale e l’Organizzazione mondiale della sanità stiano facendo il male dei cittadini. Poi con alcuni disegni del corpo umano stilizzati su una lavagna di carta ha tenuto un discorso di circa 20 minuti sull’importanza del colon. “Vi spiego cose che nessun medico vi ha mai spiegato”, grida. Scatta l’applauso.

Dopo di lui, sul palco, è salito Antonio Galloni. In sostanza, il teorico del progetto Coemm. La presentatrice della serata – la genovese Antonietta Di Rienzo – lo annuncia quasi con le lacrime agli occhi, confessando di sentire “le farfalle nella pancia” e di considerarlo “un principe azzurro” nonché “uno dei più importanti economisti mondiali”. Dopo una standing ovation, Galloni si avvicina alle prime file e inizia a parlare. Spiega la teoria Keynesiana, racconta di essere stato allievo di Federico Caffé, parla degli effetti negativi della “massimizzazione delle esportazioni”. Ma proprio quando l’argomento sembra farsi un po’ troppo tecnico, ecco la svolta: “Trump ha capito tutto! Ecco perché ha vinto”. E scatta un altro applauso fragoroso.

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La scesa in campo. Ieri sera, per la prima volta, il fondatore di Coemm Maurizio Sarlo ha parlato apertamente di politica. Di elezioni. Ha annunciato la creazione di un ufficio politico al cui vertice è stato collocato Pasquale Ruga, ex componente del direttivo Udc, anch’egli presente ieri sul palco. Sarlo ha suggerito ai soci che siano impegnati nella politica attiva di rivolgersi all’associazione per avere degli spunti per i programmi. Inoltre ha apertamente criticato il Movimento 5 Stelle. “Non sono loro il nuovo che avanza, il loro è un sistema totalitario!” ha scandito.

“Sono un po’ come il Movimento 5 Stelle” diceva, però, una signora di mezza età, componente di un “salotto”, prima dell’inizio della serata, addentando un toast nella tavola calda sotto la Sala Chiamata. Con queste parole, la socia, spiegava il perché del suo interesse per il Coemm a una conoscente.

Finanza umanista, allineamenti fra i Comuni, echi di Democrazia Cristiana davanti a una platea di simpatizzanti pentastellati, mental coaching, siti internet segreti, banche senza nome, medicina alternativa, salotti e capitani. Una tale accozzaglia di concetti da rendere il tutto assai poco digeribile. A proposito di colon. Ma l’interesse di tanti cittadini per la Coemm continua a crescere. Maurizio Sarlo, fino a prova contraria, non ha commesso alcun reato. Sta affittando un “credo”, qualunque esso sia, a un euro al mese. A 100 mila persone. Come dire, “alla grandissima”.