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Omicidio Pontedecimo, due famigliari dell’assassino condannati per minacce e maltrattamenti in famiglia

Condannati il padre e il fratello de fatti non collegati all'assassinio: minacciarono e picchiarono la moglie disabile

Genova. E’ attesa per il prossimo 22 febbraio la sentenza di condanna per Roberto Bruzzese che nel giugno dello scorso anno ha ucciso a coltellate il cugino e vicino di casa Francesco Larosa al termine dell’ennesima lite per futili motivi nel giardino che separa le abitazioni delle due famiglie in via Tecci a Pontedecimo.

Nel frattempo oggi è arrivata una sentenza di condanna a carico del padre e del fratello di Roberto, che delinea un quadro famigliare di disagio e violenza. Il padre di Roberto Carmelo Bruzzese e il fratello Enzo sono stati condannati rispettivamente a 9 mesi per minacce aggravate il primo e a due anni per maltrattamenti in famiglia e lesioni il secondo.

Vittima l’ex moglie di Enzo, sorda fin dalla nascita che secondo la tesi dell’accusa sarebbe stata vittima maltrattamenti nei confronti da parte del marito Enzo, che l’avrebbe picchiata con schiaffi e calci nel sedere, umiliandola sistematicamente per il suo handicap. Il padre Carmelo invece avrebbe minacciato la donna con un’arma per dissuaderla dal lasciare il figlio.

Nel corso del dibattimento la donna, i cui deficit uditivi le hanno impedito di imparare a parlare, ha raccontato grazie a un interprete del linguaggio dei segni tutto il calvario vissuto in quella casa fino a quando e non ha trovato il coraggio di scappare e denunciare il marito e il suocero. Per la donna, assistita dall’avvocato Andrea Testasecca, il giudice ha anche stabilito una provvisionale per il risarcimento del danno di 10 mila euro.