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Migranti nel Tigullio, la Lega replica all’appello di don Culoma

Rapallo. Don Giuseppe Culoma, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti-Fondazione Migrantes della Diocesi, ha esortato i sindaci dei Comuni della riviera di Levante ad accogliere facendo la loro parte per forza. Il consigliere regionale della Lega Nord Liguria Alessandro Puggioni, invece, ha lanciato la sfida a don Beppe e si è detto “d’accordo con lui, ma a patto che l’accoglienza venga fatta senza gravare sulla comunità. Chi vuole adottare i migranti se li coccoli tutti a sue spese: sim card, telefonino, corsi di kickboxing in palestra, lezioni di sci, hotel vista mare e menu arabo incluse”.

“I sindaci del Tigullio e del Golfo Paradiso – aggiunge Puggioni – devono evitare di seguire i consigli di don Culoma, il quale parla per slogan ed incurante dell’interesse collettivo. Invece, è loro preciso dovere rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini, che giustamente non vogliono clandestini sul territorio. Peraltro, anche il commissario UE all’Immigrazione ha più volte spiegato che i migranti sbarcati in Europa, attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale, risultano per l’80% irregolari e solo per il 20% profughi. Perfino l’Arabia saudita non accoglie i ‘fratelli’ musulmani, erige muri lunghi centinaia di chilometri e provvede alle espulsioni immediate degli irregolari perché li considera dei furbacchioni o, in altri casi, gente potenzialmente pericolosa per ragioni sanitarie o per i legami col terrorismo islamico. A differenza degli arabi sauditi, noi continuiamo a battere ogni record per numero di sbarchi, che solo nel 2016 sono stati 181mila. UE e Ministero dell’Interno danno alle varie onlus e coop 35 euro al giorno per ogni migrante e i soldi pubblici vengono attinti dalle (troppe) tasse pagate anche dagli italiani. In ballo ora ci sono circa 2 miliardi e 300 milioni di euro e quindi si capisce benissimo che, per alcuni, l’invasione sia diventata il business del Duemila”, prosegue.

“Bisognerebbe chiudere la rotta Centrale del Mediterraneo ed impedire nuovi arrivi, organizzare centri in Nordafrica per accogliere nella UE solo quel 20% di profughi, aiutare i Paesi in via di Sviluppo sul loro territorio e spendere quei soldi pubblici primariamente per i troppi disoccupati, giovani e famiglie in difficoltà. Il nostro confine è naturale, sarebbe innaturale non utilizzare il mare come un muro dell’Arabia Saudita e di tante altre nazioni”, termina Puggioni.