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Ericsson, i lavoratori dal prefetto. E l’indotto licenzia in previsione dei nuovi esuberi

Il grattacielo si svuota pian piano in attesa del nuovo piano industriale con ulteriori 400 esuberi

Genova. Sono passati dieci giorni dall’annuncio fatto da Ericsson ai sindacati di ulteriori 400 esuberi da concludersi entro maggio. Dall’incontro del 6 febbraio a Roma in realtà la multinazionale svedese non si è mossa né dettagliando le diverse sedi coinvolte né avviando formalmente la procedura di licenziamento collettivo.

Ma i lavoratori genovesi sono preoccupati. Per questo ieri rsu ha incontrato il prefetto di Genova Fiamma Spena e il 27 febbraio saranno ricevuti dal presidente della Regione Giovanni Toti. Il prefetto raccolto la richiesta di aiuto dell’rsu confermando una pronta segnalazione della situazione al Governo.

A livello nazionale invece nulla si muove: i lavoratori hanno sollecitato più volte i sindacati nazionali a chiedere un incontro al ministero dello Sviluppo economico, ma la richiesta non è ancora partita: “Non vorremmo che finisse come l’altra volta – commenta Marco Paini, rsu Ericsson – quando l’azienda dopo aver aperto la procedura ha accettato di partecipare solo al tavolo del ministero del Lavoro e non al Mise”.

Intanto gli effetti del nuovo piano industriale di Ericsson cominciano a pesare sull’indotto. La scorsa settimana, da un giorno all’altro quattro lavoratori dell’azienda milanese Cbre, che su Genova lavora esclusivamente a Erzelli per Ericsson, sono stati licenziati e nella lettera l’interruzione del rapporto di lavoro è stata esplicitamente collegata alle scelte della multinazionale svedese.

Anche la ditta di appalto che si occupa delle pulizie per Ericsson ha già tagliato le ore dei dipendenti e i nuovi esuberi, potrebbero portare a nuovi tagli di personale anche perché il grattacielo di Ericsson si sta progressivamente ma inesorabilmente svuotando: dai 7 piani iniziali ora solo 4 sono occupati e potrebbero scendere a tre se la nuova proceduta andrà in porto.