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Senza casa, rifiutano l’appartamento della Regione: “Fatiscente”

Il governatore Toti: "Non vogliono essere aiutati". La famiglia Dioguardi: "Pronti a denunciare"

Genova. Altro che lieto fine. Ancora tutta da districare la situazione di Luca Dioguardi – edile disoccupato – e della sua famiglia, in cerca, ormai dal 2013, di una casa dove poter vivere. Negli ultimi giorni la Regione Liguria era riuscita a trovare un appartamento di Arte, extra graduatoria, dove ospitare marito, moglie e figlioletta di 4 anni.

La novità dell’ultim’ora è che a Luca Dioguardi e alla moglie Valentina Paccagnella, quella casa della Regione Liguria che sembrava un miracolo di Natale, proprio non sta bene. “E’ fatiscente. Due giorni di pioggia e ci troviamo con l’acqua alle ginocchia, dalle stanze da letto la vista è sulle ruote delle macchine che passano, è un appartamento buio, umido, pieno di infiltrazione e credo che se non fosse di proprietà pubblica difficilmente avrebbe ottenuto l’agibilità – dice il cittadino genovese – non è una situazione dignitosa”.

Questa casa è facilmente allagabile, piena di infiltrazioni e il giardino non si può certo definire tale” aggiunge la moglie. L’appartamento si trova al civico 16 di salita Nuova Nostra Signora del Monte, a San Fruttuoso, una creuza mattonata semipedonale ed è al pian terreno di una palazzina della fine ottocento. E, tecnicamente, non è collocato nelle aree considerate allegabili dai piani di Protezione Civile del Comune. “Comunque – precisa Dioguardi – ci hanno spiegato che, se entro un anno non raggiungeremo un determinato reddito, dovremo andarcene”.

vicenda dioguardi

Il presidente della Regione Giovanni Toti non ha preso positivamente il “gran rifiuto”: “Avevamo trovato una soluzione decorosa – ha dichiarato il Governatore, stamani, a margine del consiglio regionale – una casa che ha l’abitabilità altrimenti il nostro Istituto per l’edilizia popolare non l’avrebbe mai concessa”. Continua Toti: “Avranno fatto la loro valutazione, se poi le persone non vogliono essere aiutate, o pensano di aver diritto a qualche cosa di più, francamente io devo pensare anche a tutte le persone che, ordinatamente, sono in coda e aspettano da mesi, anni, un alloggio a canone assistito di edilizia popolare perché ne hanno bisogno”. Per concludere: “Vorrei che nessuno sfruttasse momenti di visibilità per vedersi concedere cose a cui non si ha diritto”.

I Dioguardi, quindi, restano in una condizione di totale precarietà. Madre e figlia sono ospitate da alcuni parenti, il capofamiglia invece continua a trascorrere le notti in macchina. “Non lo faccio per impietosire o cercare visibilità – dice – ma per poter controllare da vicino che nessuno entri nella casa dove abitavamo fino al novembre scorso, in via Terpi”. Un alloggio popolare abbandonato, poi occupato e ristrutturato da Luca Dioguardi. “Non ho rubato un centesimo a nessuno, ho pagato le bollette, Arte mi aveva persino inviato i moduli per il contratto. Poi lo sgombero. Mia figlia è ancora shoccata”. Il cinquantenne, ex muratore e paracadutista in Libano, spera che l’agenzia regionale si faccia risentire in settimana con una valida alternativa e inoltre prepara le carte bollate.

luca dioguardi

“Abbiamo investito denaro in una casa dalla quale siamo stati sgomberati – dice Dioguardi – anche se avevamo occupato abbiamo documenti che certificano come, di fatto, fossimo veri e propri inquilini. Inoltre pensiamo di querelare chi, al Comune di Genova, ha messo in giro voci false, come quella che già in passato noi avessimo rifiutato un’abitazione. Loro ci avevano proposto di piazzare me in un dormitorio e mia moglie e mia figlia in una casa famiglia”.

Il riferimento è a Emanuela Fracassi, assessore comunale alle Poltiche Abitative e alla dirigente Chiara Rodi. Da Tursi, tuttavia, ribadiscono: “I nostri uffici avevano trovato un alloggio di emergenza abitativa a Pontedecimo – conferma Fracassi – a è stato rifiutato perché distante dal lavoro della moglie. Una cosa è certa, da oggi chiunque rifiuterà una soluzione abitativa dovrà scriverlo nero su bianco”.