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Tumori, la drammatica classifica dei quartieri genovesi dove ci si ammala di più

Cornigliano, Bolzaneto e Rivarolo, ma qualche problema arriva anche da quartieri più centrali, come San Fruttuoso

Genova. Cornigliano, Bolzaneto e Rivarolo, ma qualche problema arriva anche da quartieri più centrali, come San Fruttuoso, sono queste le zone di Genova dove ci si ammala con maggior frequenza e la malattia che è prevista più spesso, porta alla morte è, ovviamente, il tumore. I dati arrivano da una ricerca che è stata presentata durante il convegno ‘Come si sta in Liguria-Come ci ammaliamo-Come ci si cura-Che cosa deve cambiare” organizzato dall’Osservatorio Civico Ligure. “La Liguria, e Genova nello specifico – spiega l’epidemiologo Valerio Gennaro – ha aree territoriali nelle quali vi è un grado buono di salute pubblica e altre come nei quartieri di Cornigliano, Bolzaneto e Rivarolo dove i tassi di mortalità sono molto alti”.

Malattie quartieri

Secondo una ricerca Eurostat, infatti, nel 2012 la Liguria ha avuto il record di decessi per tumori, circa il 30% ma si tratta di un dato non standardizzato per età è quindi di non semplice interpretazione. Questi dati , infatti, “riguardano la mortalità ma -ha spiegato Valerio – dovremmo integrare i nostri dati con tutto quello che abbiamo, le informazioni sui ricoveri quelle abortività o sulle malformazioni”.

Per Valerio, quindi “noi dobbiamo cominciare a mettere al centro, adesso, la qualità della vita, vista come grande opera sulla durata e sulla qualità della vita delle persone perché da troppo tempo ce ne siamo dimenticati. Abbiamo parlato troppo spesso di pil, di disoccupazione o di inquinamento. Tutti fattor i determinanti in qualche modo della Salute. Dobbiamo metterci al lavoro in maniera urgente, creare una task force a livello sia cittadino che regionale, proprio per studiare questi fenomeni con l’obiettivo di essere concreti”.

“Noi abbiamo ignorato per troppo tempo questo parametro della Salute – spiega Valerio – e penso che se ci diamo questo obiettivo riusciamo a ricordare che quando si parla della salute bisogna parlarne in modo complessivo. Quanto si vive, a che età si muore mediamente, a che età si diventa disabili. l’Europa ci sta dicendo che, oltre alla durata della vita esiste quello della vita sana, un parametro importante ed è un dato collettivo quindi dobbiamo pensare veramente a tutta la popolazione e non soltanto a sottogruppi o ai singoli”.