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Stefania Pucciarelli (Lega) cacciata dal consiglio regionale perchè indossava il burqa fotogallery

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Regione. “Volevo dare voce alle donne musulmane che vivono sul nostro territorio ma sono invisibili e sono vittime di violenza da parte dei loro mariti”. Così il consigliere della Lega Nord Stefania Pucciarelli ha spiegato la propria decisione di partecipare alla seduta di oggi del parlamento regionale indossando un burqa e l’abito tradizionale delle donne di fede islamica.

Con Burqa in consiglio Regionale

Non appena l’esponente del Carroccio ha preso posto a sedere, il presidente del consiglio Francesco Bruzzone è prontamente intervenuto chiedendo a Pucciarelli di uscire dall’aula: “Questo abbigliamento non è consono ai lavori dell’assemblea – ha detto Bruzzone – La seduta non avrà inizio finché non rimuoverà il velo”.

Pucciarelli, però, non aveva nessuna intenzione di togliere il burqa e così Bruzzone non ha avuto altra scelta: “Questa è una violazione del regolamento – ha tuonato il collega di partito – Il consigliere Pucciarelli esca dall’aula. La seduta non avrà inizio finché ci saranno le condizioni previste dal regolamento”.

Con Burqa in consiglio Regionale

Fuori dall’aula, Stefania Pucciarelli ha spiegato le ragioni della sua iniziativa. Che è stata messa in atto oggi non a caso: oltre ad essere la Festa della Donna, infatti, prima dell’inizio del consiglio è stata inaugurata la mostra fotografica “Vite Violate” delle fotografe genovesi Tiziana Cau e Marina Rossi. Le trenta foto in esposizione hanno l’obiettivo di lanciare un messaggio chiaro a tutte le donne: si possono sconfiggere le violenze ed anche i pregiudizi e gli stereotipi che quotidianamente colpiscono le donne e che affondano le loro radici nel passato.

In queste bellissime foto non si vedono immagini di donne musulmane – ha fatto notare Pucciarelli – Ma di donne musulmane vittime di violenza da parte dei loro mariti ce ne sono molte. Ho voluto mettere in atto questa iniziativa per dare voce alle donne invisibili che si trovano sul nostro territorio e della cui condizione nessuno si preoccupa. Eppure sono donne che vivono in Italia, uno stato che tra i suoi diritti fondamentali ha la parità di genere. Con questa iniziativa, quindi, ho voluto dare voce a loro, per fare sì che oggi sia una festa anche di queste donne che non esistono”.

Secondo l’esponente leghista, lo Stato dovrebbe intervenire in maniera concreta: “Il nostro Governo dovrebbe tutelare al massimo l’integrazione di queste donne partendo dalla verifica del loro stato famigliare. Troppo spesso capita che siano segregate in casa e sia loro impedita l’integrazione da parte dei mariti”.

Per solidarizzare con le donne musulmane, Pucciarelli ha deciso di indossare il burqa, abito tradizionale che secondo qualcuno è l’emblema del modo in cui l’Islam considera la donna e la parità di genere: “Il burqa è un abito che bene o male tolleriamo anche nel nostro paese, ma dovrebbe essere vietato in particolar modo nei luoghi pubblici. Sotto ci potrebbe essere chiunque e potrebbe avere qualsiasi cosa con sé”.