Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Arenzano, “Ci unisca il camminare”: il motto della marcia Mare e Monti, giunta alla 29ª edizione

Arenzano. Una delle fortune di Arenzano, intesa come polo turistico, sta nel fatto che un buon camminatore, partendo dal livello del mare, può salire sul versante del retrostante Appennino, raggiungendo in poco più di un’ora gli 898 metri del rifugio “Belli Venti“ (zona Tardia/Gavetta) e godersi da lì una vista spettacolare del Golfo ligure e – perché no? – in caso di buona visibilità poter scorgere all’orizzonte il profilo di Capo Corso.

Mare e monti, dunque, particolarmente vicini, tanto che, non a caso, fino all’inizio degli anno’60, gli arenzanesi erano in gran parte uomini di mare o contadini o meglio ancora l’uno e l’altro contemporaneamente. Coltivavano la terra di giorno e la notte andavano in mare alla “lampara”… non per niente Arenzano è stata per anni il paese dei “merelli” (per dirla alla Celentano “la dove c’erano le fragole, ora c’è una città”), ma anche quello di dinastie di pescatori, come i “Batimà”, i “Cenciu”, i “Barillà”, i “Bagheu”, i “Biaxi”, “a Lilla cu Trei”, i “Bertumelin”, a fare da contraltare a quelle contadine dei “Munsù”, “Terrarussè”, “Bicocché”, “Logi”, “Settembri”, “Checchelli”, “Petrigui”, “Cucù”, “Casassé”, “Giaculli”, “Gaell”, “Campanè”… tanto per citarne solo alcune.

Mare e monti, pertanto, sono sempre andati di conserva nella cultura degli arenzanesi, appassionati o meno che fossero di sport.

L’idea di mettere in atto una competizione che facesse da richiamo turistico per il paese, prolungando la stagione estiva, nasce ad Edda Ottolini Sinesi e a Giovanni Silvestrini, durante la partecipazione ad una marcia a Nijmegen (Olanda). Al ritorno ad Arenzano, ne suggeriscono l’ideazione all’Azienda Autonoma di Soggiorno, il cui comitato manifestazioni se ne fa promotore, coadiuvato da un gruppo eterogeneo di amici appassionati di atletica, ma soprattutto dei monti che fanno da collare ad Arenzano, proteggendola dai freddi venti di tramontana.

Fra loro ci sono Davide Delfino, Mimmo Gambino, Luciano Merlo, Carlo Tixe, Osvaldo Laurenzi, Annamaria Solia, Rosina Cerra, Mario Giusto, Nanni Caviglia, Bastian Damonte, Baccicin Calcagno e Nicola Chiossone, questi ultimi profondi conoscitori di ogni anfratto boschivo dei percorsi che portano ad Urbe, Faiallo, Monti Reixa, Argentea e dintorni; Nicola proprio in virtù del suo passato di cacciatore, ma soprattutto di “staffetta” partigiana.

Servono menti organizzative, ma anche braccia per varare la prima edizione (nell’anno 1976), quando pochi, ma valenti volontari tracciano nuovamente i sentieri, a “due passi dal mare”, nel frattempo invasi da rovi e siepi, che percorrevano un tempo boscaioli, fungaioli e cacciatori e lo fanno con uno strumento in uso dal XII secolo, la “messuia” (falce), perché i moderni decespugliatori sono ancora un lusso per pochi.

Il successo dell’evento porta entusiasmo e voglia di replicare, tanto che il ritrovo assume sempre maggior importanza negli anni a seguire, sfociando, purtroppo, per una crisi di crescita dopo la nona edizione – in una brusca ed inspiegabile interruzione.

Seguono nove anni di vuoto, fino al 1994, quando una seconda generazione, sotto il patrocinio del Comune, con la partecipazione di tutte le associazioni e l’entusiasmo di ben 400 volontari – ancora guidati da Mimmo Gambino – decide finalmente di ridare vita alla Mare e Monti.

Le basi e lo spirito guida sono, comunque, sempre quelli del “volontariato”… è gente che lavora nell’ombra, magari semplicemente preparando il “pesto” per i ristori. E’ questo il segreto del successo che via via incontra la manifestazione, sempre crescente, fino ad assumere valenza internazionale.

Nel 1998, infatti, su sollecitazione di alcuni marciatori milanesi, viene fatta richiesta di inserimento nel Circuito mondiale delle marce non competitive (I.M.L.) e dopo tre anni di verifiche ispettive, nel 2001 a Vaasa (Finlandia), una nostra delegazione (Gabriele Bitetti, Gianpiero Chessa, Edda Ottolini Sinesi, Antonella Parodi, Alberto Rizzerio) presenta agli organi deliberanti il progetto arenzanese, che viene premiato con la designazione a rappresentare, da lì in avanti, l’Italia. L’apice della manifestazione avviene nel 2007, quando il meeting internazionale viene ospitato ad Arenzano, con una presenza di quasi 7.000 partecipanti.

Fra i tanti aneddoti, si tramanda che – ad una delle prime marce – si trovarono a camminare spalla a spalla un italiano ed un tedesco e a riconoscersi come “prigioniero” e “carceriere” in occasione dell’ultima guerra mondiale e i testimoni oculari raccontano che finì in un abbraccio! Anche questo è lo spirito di questa marcia di valenza internazionale.

Al riguardo va evidenziato che le norme per mantenere il diritto all’iscrizione al Circuito mondiale stabiliscono l’obbligo di partecipazione agli eventi internazionali, senza poterne “saltare” due di seguito. E’ in pratica permessa una defezione, ma non due successive. E considerato che Arenzano non ha potuto presenziare all’ultimo meeting in Francia, l’eventuale mancata partecipazione al prossimo, in Corea, stabilirebbe la nostra cancellazione dal Circuito.

Tornando a parlare dei volontari, sono state tante le colonne, anno dopo anno, a sorreggerne la buona riuscita, fino ad arrivare all’attuale 29ª edizione. Fra questi come non citare Dino Chiossone, ora a rivestire i panni del padre Nicola e a dar nuovo lustro alla corsa, grazie alla puntuale organizzazione del Comune, fino a rendere la competizione un autentico fiore all’occhiello, non solo del paese (termine che ci piace usare per Arenzano, perché ci riporta indietro nel tempo), ma anche le limitrofe Cogoleto e Varazze.

E poi, come non ricordare quelli che si “arrotolano le maniche della camicia sopra il gomito” per rendere agibili i percorsi? Non usano più la “messuia”, ma il lavoro è improbo e faticoso, anche per l’aumentato numero e lunghezza dei tracciati. Sono questi volontari la forza “motrice” della Mare e Monti! Impossibile citarli tutti, ma è a loro che va il “grazie” di Arenzano, non solo per la riuscita della competizione sportiva, ma per il mantenimento che fanno dei sentieri, fruibili poi per tutto l’anno.

Claudio Nucci

Nella foto: Nicola Chiossone al ristoro della Mare Monti al Passo della Gava.