Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Papa Francesco I, don Gallo e don Farinella esultano e auspicano una svolta epocale

Genova. Don Andrea Gallo e don Paolo Farinella accolgono con un plauso l’elezione del nuovo Pontefice, auspicando in un profondo rinnovamento. ”Il nome di Francesco sarà una condanna per lui. Perché dovrà essere sempre coerente con il significato di quel nome”: questo il primo commento del biblista genovese don Paolo Farinella, autore del libro ‘Habemus papam’, nel quale preconizzava già un anno fa l’arrivo di un papa latinoamericano che avrebbe assunto il nome di Francesco I.

”Sono contento – ha detto don Farinella -, se non altro non sono stati eletti gli italiani. Jorge Bergoglio potrà essere un buon papa perché viene dai poveri. Mi è piaciuto il primo discorso che ha fatto, non è stato un discorso da
pontefice ma ha chiesto la benedizione al popolo”.

Secondo don Farinella, l’elezione di Francesco I “è una rottura con quel ritorno al passato che voleva Ratzinger. Può rappresentare una svolta”.

Quanto alla ‘profezia’ contenuta nel suo libro, don Farinella ha aggiunto: ”Sì, il papa di cui parlavo nel libro era così. Ho indovinato solo perché ho guardato con un occhio al Vangelo e con l’altro alla Storia, e così non potevo sbagliare”.

”Francesco I, che cambi epocalmente questa chiesa”: lo scrive in un tweeet don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, commentando l’elezione del nuovo Pontefice.

”Come prete cattolico non c’è che esultare. Era fondamentale staccarsi da pontificati romanocentrici ed europeisti”: così don Andrea Gallo ha commentato l’elezione di Jorge Bergoglio.

”Il collegio cardinalizio ha voluto bruciare le tappe in fase di votazione – ha detto don Gallo – e ha dato un segnale importante. Per me il segno più importante è il riconoscimento del Concilio Vaticano secondo: chiedendo la benedizione al popolo dopo ‘l’extra omnes’, papa Francesco è come se avesse
detto ‘dentro tutti’. Perché la Chiesa è ‘ecclesia’, assemblea. Il nuovo Papa ci dà grande speranza”.

”Consentitemi poi di esultare anche a titolo personale per la scelta del nome – ha aggiunto don Gallo -: esulto dentro di me perché mio padre si chiamava Francesco”.

Il nuovo Papa, tra l’altro, ha anche un po’ di sangue genovese e piemontese. Lo dice lui stesso in un suo libro pubblicato nel 2010, spiegando che il padre “era di Portacomaro”, paese in cui i suoi avi comprarono l’unica casa esistente nella prima meta’ dell’Ottocento e poi costruirono le altre.

La madre, invece, era “di Buenos Aires con sangue piemontese e genovese”.