Genova, la lotta alla violenza sulle donne non si ferma. Fiorini: “Vogliamo un 8 marzo che duri tutto l’anno”
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Genova. Eventi, fiaccolate, conferenze, mostre. Sono solo alcune delle voci presenti nel calendario ricchissimo che le associazioni femminili genovesi, Comune e Municipi hanno programmato per l’8 Marzo 2013. “Una giornata simbolica e che per quanto mi riguarda dovrebbe durare tutto l’anno”, ha sottolineato l’assessore alla Legalità e ai Diritti, Elena Fiorini, oggi a Tursi per la presentazione delle iniziative per la Festa della Donna.
“Sotto profili diversi hanno tutte una funzione di sensibilizzazione verso la cittadinanza – ha aggiunto – Credo che le ‘giornate’ hanno il compito di ricordare qualcosa che deve essere parte del quotidiano tutto l’anno”. Quel “lavoro costante che spero di fare con il mio assessorato, i Municipi e le associazioni femminili”.
Il Comune anche recentemente si è caratterizzato per l’impegno su più fronti contro la violenza sulle donne. “Abbiamo aderito con una delibera di giunta alla convenzione No More, come promesso dal sindaco a novembre, e proprio in occasione della festa della donna vorremmo lanciare un ulteriore messaggio. La violenza contro la donna diventa un problema politico oltre che personale – ha ricordato Fiorini – con richieste di politiche attive da parte delle istituzioni su diversi fronti, dalla rappresentanza di genere all’immagine stessa della donna”. Come recita l’adesione delle risoluzione 2038 del 2008 del Parlamento europeo sull’impatto del marketing e pubblicità nell’immagine della donna “pericolosi veicoli di stereotipi di genere e danno luogo a limitazioni della libertà, sia per le donne che per gli uomini, avendo un impatto negativo sul loro ruolo nella società”. Sarà quindi costituita una nuova commissione, che si avvarrà della collaborazione delle associazioni femminili cittadine, allo scopo “di modificare il regolamento comunale delle affissioni, e di sensibilizzare la cittadinanza sul tema”.
E’ necessario provvedere – questo il messaggio da Tursi – affinché “marketing e pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, non comportino discriminazioni dirette o indirette, né contengano alcun incitamento all’odio basato su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, e non contengano elementi che, valutati nel loro contesto, approvino, esaltino o inducano alla violenza contro le donne”.


Per garantire la sicurezza alle donne , se la và a prendere con i cartelloni pubblicitari ?…. finalmente senza cartelloni per strada, le donne potranno girare tranquille da sole di notte anche nei vicoli ed a sampierindegna…… VERGOGNATI