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Articolo n° 47946 del 07/03/2013 - 17:36

Crack Savona Calcio: misure cautelari nei confronti degli ex vertici societari

andrea pesce

Savona. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Savona hanno notificato ad alcuni rappresentanti dei vecchi vertici societari del Savona Calcio la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di attività imprenditoriali e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e di imprese per due mesi. Il provvedimento è stato firmato dal gip Donatella Ascero.

L’interdizione è scattata nei confronti dell’ex presidente Andrea Pesce, ex presidente anche dalla Carige Igo Volley, e dell’ex consigliere Alessio Toscano. I due, unitamente ad altri, sono stati ritenuti i principali responsabili del dissesto finanziario del Savona Calcio, dichiarato fallito il 22 dicembre 2011, poiché – spiegano le fiamme gialle – “nelle loro vesti di amministratori sia legali che di fatto del Savona e della General Brokings 1996 Srl, hanno distratto la somma di 544.000 euro in favore di queste ultime traendola illecitamente da altre società riconducibili agli stessi e causandone dolosamente il fallimento”.

I due responsabili sono stati inoltre denunciati per il sistematico utilizzo fraudolento di fatturazioni per operazioni inesistenti per oltre 600.000 euro nonché per il ricorso abusivo al credito avendo presentato ad un Istituto Bancario locale contratti per false sponsorizzazioni.

“Questo illecito meccanismo – sottolinea la guardia di finanza – ha permesso di ottenere il duplice scopo di riscuotere anticipi per oltre 455.000 euro nonché di far risultare un indebitamento minore nel corso dei controlli eseguiti dall’organo di vigilanza Covisoc della FIGC e necessario per non incorrere in sanzioni sportive durante il campionato in corso e l’iscrizione ai futuri campionati”.

“L’esame dei bilanci societari ha permesso, inoltre, di evidenziare come il bilancio presentato per l’annualità 2010 fosse palesemente falso in virtù dell’inserimento di crediti verso clienti risultati fittizi per oltre 410.000 euro permettendo, in tal guisa, di far evidenziare un utile d’esercizio anziché una reale perdita. L’indagine non può considerarsi conclusa” concludono i finanzieri.

Redazione

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