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Infiltrazioni criminalità organizzata in Liguria, le Prefetture siglano un protocollo: “Controlli a 360 gradi”

Genova. E’ stato stipulato questa mattina in Prefettura il protocollo per la legalità e la sicurezza nell’ambito della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore deglia ppalti di lavori, servizi e forniture pubbliche. Un fenomeno che ormai riguarda, sempre meno raramente, tutta la nostra regione. Per questo, a siglare il protocollo, vi erano i quattro Prefetti liguri, insieme Presidente di Confindustria Liguria, dal Direttore Territoriale Produzione RFI S.p.A. e dal Responsabile della Protezione Aziendale di Trenitalia S.p.A.

“Si tratta di uno strumento rafforzato che integra le misure generali previste nell’ordinamento che sono calibrate per le grandi opere, quindi con forme di controllo e di monitoraggio aggiuntivo rispetto a quelle regolarmente previste per gli appalti pubblici per garantire un livello elevatissimo di sicurezza” spiega il Prefetto di Genova, Giovanni Balsamo.

Un problema, quello delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Liguria, “che bisogna seguire con scrupolo, attenzione e presenza costante – aggiunge il prefetto di Genova – perchè i risultati migliori, secondo me, sono quelli che si ottengono sul piano della prevenzione, evitando attraverso questi strumenti, che certi fatti succedano”.

Questi strumenti, secondo la Prefettura, andando a coinvolgere l’appaltatore attivamente nelle procedure, nel monitoraggio e nei controlli potranno dare un grande risultato proprio sul piano della prevenzione.

Tutti i contratti, anche quelli nei confronti dei subappaltatori, insomma qualsiasi tipo di prestazione verrà esaminata con estrema attenzione anche dal punto di vista storico, “verrà svolto un controllo a 360 gradi che riguarda appalti, subappalti, immissioni nei cantieri e sorveglianza – commenta Romilda Tafuri, Prefetto di Alessandria – un impegno importantissimo che risponde anche alle richieste che ci vengono fatte dal mondo dell’economia e dal mondo sociale”.

Partecipano al protocollo anche i sindacati, per garantire la sicurezza dei lavoratori.

“Uno degli elementi che offre lo strumento informatico è quello di mettere insieme dati e dissociarli, ormai è una tecnica fondamentale prevista nel protocollo – aggiunge Balsamo – La certificazione antimafia è il momento iniziale dell’individuazione del soggetto concreto a cui segue un’attività che si svolge sul cantiere che deve essere controllata”

“L’integrazione che noi operiamo con il protocollo oltre che sul piano dei contenuti finanziari e dei limiti, si sviluppa anche sul piano dei controlli sul cantiere in termini di personale e di mezzi utilizzati”.