Gronda di ponente, servono integrazioni al progetto: posticipato il via
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Genova. La commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente, accogliendo il parere della Regione Liguria, ha chiesto alcune integrazioni al progetto del Gronda genovese. Quindi slittano i tempi per la valutazione di impatto ambientale. La Società Autostrade, secondo quanto si apprende, ha ora 45 giorni di tempo per replicare alla richiesta di integrazione
Lo scorso novembre la giunta regionale aveva chiesto approfondimenti tecnici e idrogeologici sull’impatto che la Gronda di Genova avrà sull’ambiente. I tecnici della sezione Via – la Valutazione di Impatto Ambienatale – della Regione Liguria aveva indicato, in particolare, criticità riguardanti i piani di bacino delle aree in cui passerebbe la bretella autostradale. La richiesta di integrazione aveva sollevato numerose polemiche.
Se il Wwf Liguria aveva parlato di un “sì condizionato”, all’opera, il Comitato No Gronda aveva invece sostenuto che la richiesta d’integrazione equivaleva “di fatto” ad una bocciatura da parte della Regione Liguria. L’interpretazione era stata smentita, però, dall’assessore alle Infrastrutture, Raffaella Paita, che aveva ricordato il giudizio favorevole alla Gronda, ritenuta “utile all’obiettivo di decongestionare il nodo genovese e di innalzare il livello di servizio”.
“Siamo certi che Autostrade per l’Italia integrerà con attenzione gli elementi per quanto concerne lo studio di impatto ambientale”, aveva sostenuto l’assessore Paita. A pochi mesi dalle elezioni comunali, la richiesta di integrazione avanzata dalla commissione Via nazionale, però, riapre di fatto il dibattito su questa discussa opera. Non solo tra centrodestra e centrosinistra, ma anche all’interno di quest’ultima coalizione, soprattutto ora che le primarie hanno stabilito che il candidato sindaco sarà l’indipendente Marco Doria, ritenuto vicino alle posizioni dei No Gronda.

