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Emergenza cinghiali, no a battute di caccia in città, le misure di Tursi: multe, recinzioni e cassonetti speciali

Genova. Si inaspriscono le misure per contrastare le incursioni dei cinghiali in città. Dopo l’ultimo episodio avvenuto l’altro ieri nel quartiere genovese di San Teodoro, dove una donna di settantanni con i suoi tre cani si è vista circondata da più di un esemplare, il Comune ha messo a punto un’ordinanza ad hoc per arginare il fenomeno e chiarire competenze e divieti.

In primis si è giunti a un accordo con la polizia provinciale che ha competenza in materia: invece che abbattere gli ungulati in città, gli agenti procederanno con l’accompagnamento incruento degli animali con l’ausilio della polizia locale che si occuperà di mettere in sicurezza l’area garantendo l’incolumità dei cittadini della zona. Secondo punto di fondamentale importanza: divieto tassativo di dare da mangiare ai cinghiali, pena una multa salata ancora da quantificare ma che toccherà il massimo consentito, ovvero 500 euro, al fine “di tutelare la sicurezza dei cittadini e l’incolumità stessa degli animali”.

“La presenza di questi animali in città è la conseguenza dei nostri errori – spiega Edgar Meyer, assessorato benessere animali del Comune di Genova – sia che si parli di immissioni illegali di capi, sia di ordine e pulizia in ambiente urbano”. Ad attirare i cinghiali, neanche a dirlo, è principalmente il cibo, facilmente rintracciabile se i rifiuti vengono abbandonati non correttamente. Non a caso l’assessorato ai Parchi di Pinuccia Montanari, oltre ad avere approntato l’ordinanza, sta continuando il percorso di prevenzione su due direttrici: ripristinare le recinzioni sfondate per danneggiamento o usura, e sostituire i cassonetti in legno con quelli, a prova di cinghiale, in cemento. Gli ungolati provenienti principalmente dai boschi sopra il Peralto scendono indisturbati in città, creando più di un problema nei quartieri di Castelletto, Oregina e San Teodoro.

“Ma – sottolinea Meyer – come da rilevazione della Provincia, non si registrano casi di aggressione a persone. I cinghiali sono animali privi di aggressività predatoria, non sono pericolosi, lo diventano solo se percepiscono minaccia come probabilmente accaduto nel caso della signora in via Bologna”.

In caso di incontro con gli ungolati, anche se difficile, è necessario quindi tenere un comportamento tranquillo e chiamare prontamente le forze di polizia, gli animali, la cui indole di solito è pacifica, dovrebbero allontanarsi naturalmente. Soprattutto in caso di presenza di cuccioli è invece necessaria la massima attenzione, dato l’istinto di protezione degli esemplari femmina.

“Devono ancora essere fatte alcune modifiche per casi specifici – commenta l’assessore alla polizia provinciale, Piero Fossati – ma con il Comune abbiamo condiviso le linee sugli interventi. Cercheremo di fare il nostro lavoro in sicurezza e nel rispetto delle regole e per quel che sarà possibile cattureremo gli ungolati per poi spostarli nel loro territorio di provenienza. Ma è essenziale – conclude Fossati – che i cittadini collaborino evitando di fornire agli animali occasioni per trovare cibo”.