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Comunali 2012, Paolo Putti candidato per il Movimento 5 Stelle: “Il programma con i cittadini” foto

Genova. “Qualcuno è stato chiamato dai saggi, a me è stato chiesto dalla gente”. Paolo Putti, già leader del movimento No Gronda, si candida ufficialmente alla corsa per la poltrona di sindaco a Tursi per il Movimento 5 Stelle. “In questi giorni ho sentito partiti proporre verginità politiche di vario genere – ha detto oggi durante la presentazione ufficiale della sua candidatura alle amministrative 2012 riferendosi a Marco Doria new entry nelle primarie del centrosinistra – ma mentre qualcuno è stato chiamato da saggi di vario genere, a me è stato chiesto direttamente dalla gente. Dal macellaio all’ingegnere, mi hanno proposto di mettere a disposizione del movimento le occasioni di visibilità che avevo avuto, e la capacità di mediazione”, ha detto ancora Putti.

E a chi gli chiede se non teme di passare per candidato “signor no”, Putti risponde serafico: “Il No Gronda, coordinamento di cui io continuerò comunque a essere parte, non è un no a priori. Al contrario – sottolinea l’esponente del Movimento 5 Stelle – abbiamo proposto alternative assolutamente urgenti per Genova”. Ad esempio investire risorse per l’ospedale di vallata o, in generale, per il sistema sanitario, in questi giorni di strettissima attualità. “Se ne accorge chiunque si deve recare in un qualsiasi pronto soccorso – spiega – Non se ne rende conto chi, invece, partecipa alle marce per il Terzo Valico, forse probabilmente, perchè utilizza cliniche private, al contrario di noi normali cittadini”.

Ma Terzo Valico a parte, la vera stoccata alla Vincenzi arriva con il giudizio sui quattro anni di mandato: “Non sono nessuno per giudicare, c’è qualcuno più in alto. Posso dire però – continua Putti – che recentamente sono stato a vedere i risultati di Urban Lab, e oggettivamente mi sembrava di stare a Fantasilandia, si parlava di 50 km di viali alberati, quando stanno tagliando gli ultimi alberi nei pochissimi viali rimasti, per malattie più o meno esistenti. Si parlava poi di diminuzione di CO2 e ci prepariamo invece a vedere un inceneritore, o un gassificatore, un’autostrada in mezzo alla città, scavi del terzo valico e via dicendo”. In pratica “quello che non mi è piaciuto è stata la mancanza di chiarezza e lealtà verso gli elettori, come successo nel dibattito pubblico per il tracciato della Gronda”.

Mancano più di sette mesi all’appuntamento con le urne, la campagna elettorale è già iniziata, per ora senza slogan e con i programmi da definire. “Il nostro è un programma work in progress, abbiamo intenzione di andare per i quartieri, nella città, e confrontarci con i cittadini su diverse tematiche perchè crediamo nella partecipazione come impostazione nella costruzione del programma. Credo inoltre che dall’incontro tra sapere locale e tecnico possano nascere risposte più reali e aderenti al territorio”. Quanto allo slogan: “Non ne abbiamo ancora uno, ma sostituire il Pil, con Fil felicità interna lorna, cioè ridare la possibilità di essere felici alla gente, si addice bene”.