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Genova, sciopero personale Università: “Siamo persone, non numeri”

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Genova. In contemporanea con l’approvazione definitiva dello Statuto in Senato Accademico, il personale tecnico amministrativo dell’Università di Genova, ha proclamato la mobilitazione e si è riunito nell’atrio di via Balbi 5 per un’assemblea.

“Ci siamo presentati all’interno dell’aula con i nostri numeri di matricola stampati sulle magliette per far capire che non siamo solo numeri, ma lavoratori e soprattutto persone – dichiara Pietro Treu, bibliotecario e componente del coordinamento rappresentanza sindacale dell’ateneo – Abbiamo proposto modifiche allo statuto, in particolare per quanto riguarda le rappresentanze del personale all’interno del mondo accademico e abbiamo portato avanti istanze per quanto riguarda i criteri della valutazione dei lavoratori, in applicazione della legge brunetta numero 150, totalmente inapplicabile in ambito universitario”.

La Rsu di Ateneo chiedono una sollecita risposta da parte dell’Amministrazione sul coinvolgimento del personale nell’elaborazione dei Regolamenti, il riconoscimento di un peso diverso nelle procedure di elezione del Rettore, la riapertura di un tavolo per la contrattazione integrativa, la revisione sostanziale del modello di valutazione che l’amministrazione sta imponendo, scorporando qualsiasi riferimento alle 3 fasce previste dalla Legge Brunetta ad oggi non applicabile negli atenei.

“Attualmente i dipendenti dell’ateneo, tra tecnici amministrativi, bibliotecari e socio sanitari, sono in totale 1400, divisi in diverse categorie di appartenenza e sono l’elemento che consente all’ateneo di portare avanti tutte le attività. Senza di noi sarebbe sedia zoppa – continua Treu – Le prospettive sono quelle di mantenere lo stato di agitazione, indetto da due settimane, e portare avanti il confronto diretto e continuo con l’amministrazione e il rettore, sia per quanto riguarda il discorso dello statuto, sia per quanto riguarda la ripresa delle trattative per il contratto collettivo integrativo, tuttora fermo da due anni”.

Jenny Sanguineti – Alberto Maria Vedova

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